venerdì 18 gennaio 2013

Tra fantascienza e realtà


McLuhan, precursore dell'intelligenza collettiva, vedeva i media elettronici come estensioni del sistema nervoso centrale, prolungamento all’esterno del nostro cervello.
L’interattività, cioè l'interazione in tempo reale tra l’uomo e computer si è spinta talmente in avanti, il legame tra uomo e macchina è divenuto così stretto, che le tecnologie digitali sono ormai diventate una parte insostituibile di noi e della nostra vita. L’essere umano è ormai un tutt’uno con le tecnologie di cui si serve. 

Le interfacce tra mente e computer si sono sviluppate molto rapidamente negli ultimi decenni. Avete mai sentito parlare di comandi mentali, computer che leggono il pensiero e lo traducono in azioni? Con il termine BCI (Brain Computer Interface) si intende un interfaccia, un dispositivo e un protocollo di comunicazione tra il sistema nervoso centrale e una macchina.Guardate questo video.

Ogni nostro pensiero ha una sua caratteristica impronta elettrica, perciò possiamo utilizzare i pensieri come input, come comandi. La capacità di comunicare e controllare dei dispositivi o l'ambiente attraverso la mente sembra, dunque, non essere più un argomento fantascientifico, non è più qualcosa di relegabile all'immaginazione di registi fantasiosi come David Cronenberg e Bryan Singer.

Visti gli enormi passi da gigante compiuti dalla scienza...per quanto tempo ancora, per collegarsi a internet, si avrà bisogno di un  computer o di qualche altro dispositivo wired o wireless? Secondo voi, quando potrebbe accadere che il world wide web si trasformi in una rete di cervelli "always connected"?
Internet come una mente artificiale, una mente immateriale, ubiqua, invisibile come quella descritta da Howard Rheingold, con prestazioni superiori a quelle della mente umana. Il cervello collettivo o cervello globale è già una realtà.

Etica e cervello collettivo

In questo suggestivo video - impreziosito dal contributo di Edgar Morin, noto filosofo e sociologo francese - si riflette sulle questioni etiche sollevate dal "cervello collettivo". Il futuro è nelle nostre mani: facciamogli prendere la direzione giusta!


La saggezza della folla e i social network

The wisdom of crowds di cui parla James Surowiecki è una delle interpretazioni più ottimistiche del fenomeno del cervello globale, benchè l'autore ponga dei paletti precisi perchè ciò possa verificarsi.

Il termine crowdsourcing indica la pratica sempre più diffusa di consultare una comunità virtuale di persone per la ricerca più conveniente e rapida di soluzioni, idee e contenuti innovativi: interpellare il cervello globale laddove il proprio non ha più risorse o è ridotto allo stremo dallo stress e dalla routine quotidiana. Del resto, perchè non approfittarne? Oggi le imprese, o i singoli individui, hanno potenzialmente a disposizione le competenze, la saggezza appunto, di sterminate masse di gente, disseminate su tutto il pianeta ma aggregate dalla rete. Un esempio di questo fenomeno è Innocentive.com, una grande caccia al tesoro (a cui partecipano professori, ricercatori, esperti o semplici utenti della rete), in cui le principali multinazionali offrono una lauta ricompensa a chiunque fornisca la soluzione alle proprie richieste.

I social network, l'espressione più viva della rete, sono ormai la linfa vitale di cui ognuno di noi si nutre quotidianamente: li usiamo per lavorare, per tenerci in contatto con le persone che amiamo, per informarci, insomma, per vivere.

Cosa sarebbe della nostra capacità di studiare, lavorare, collaborare, comunicare, informarsi, socializzare e gestire relazioni se improvvisamente non potessimo disporre dei documenti che abbiamo memorizzato nel PC, degli indirizzi e-mail dei nostri corrispondenti, dei siti web preferiti, dei contatti nei social network e di tutte le applicazioni che abbiamo nei dispositivi mobili? Basta pensare alle disastrose conseguenze di questo scenario per capire come sia cresciuto negli ultimi anni e come sia divenuto insostituibile il nostro rapporto con le tecnologie digitali. Graziano Cecchinato


Un macrocosmo che si riflette nel microcosmo. L'utilizzo diffuso dei social network, dei siti web di condivisione, delle infinite declinazioni del web 2.0 hanno dato vita negli ultimi anni ad un Global Social Brain, un sistema nervoso capillare che si modella e si espande con sinapsi prodotte da miliardi di interazioni tra uomini e computer, e tra persone diverse attraverso dei computer. Attività neuronali - prima inesplorate - si sviluppano nei nostri cervelli, che acquisiscono nuove modalità, abilità, processi e, di conseguenza, generano anche nuovi significati.

Mentre ci assistono, quindi, le tecnologie digitali modificano le nostre facoltà cognitive, in uno scambio simbiotico. Graziano Cecchinato

Breve excursus della global network revolution

La rivoluzione di oggi è costituita dalla possibilità che le idee hanno di nascere e qualche volta crescere ed esplodere rimbalzando in tutto il mondo di cervello in cervello. Paolo Valdemarin
Oggi, se due persone distanti sanno due cose complementari, per il tramite delle nuove tecnologie, possono davvero entrare in comunicazione l'una con l'altra, scambiare il loro sapere, cooperare. Detto in modo assai generale, per grandi linee, è questa in fondo l'intelligenza collettiva. Pierre Levy 
Cito le parole pronunciate da Levy, nell'ormai lontano 1995, per introdurre gli aspetti positivi, le meravigliose opportunità messe a disposizione dalle tecnologie digitali. E' infatti merito dell’interconnessione globale, delle nuove tecnologie, che hanno dato vita alla cosiddetta intelligenza collettiva e che hanno permesso la collaborazione attiva di milioni di persone, se la creazione e la condivisione di nuove conoscenze è divenuta realtà.

Il ruolo che le tecnologie digitali svolgono nei processi di creazione e diffusione della conoscenza diventa ogni giorno più rilevante. Le relazioni che abbiamo con le reti ed i social network sono molto più complesse di qualsiasi forma di comunicazione conosciuta prima: corpo e anima sono attratti insieme da questo nuovo mondo. Sono nate e continuano a svilupparsi forme mai viste di coscienza collettiva. L’idea di intelligenza collettiva, termine coniato da Pierre Levy, si sta rivelando in tutta la sua forza esplosiva non più solo come una possibilità, ma come un’effettiva, enorme, condivisione di saperi, una interminabile interazione fra (e disseminazione delle) coscienze e delle conoscenze. Tutto questo ha dato origine a quel fenomeno rivoluzionario che è stato definito cervello globale. Ricostruiamone brevemente il percorso. 
… la conoscenza di una persona non ha sede esclusivamente nella sua mente, in forma “solistica”, bensì anche negli appunti che prendiamo e consultiamo, nei nostri notes, nei libri con brani sottolineati che sono nei nostri scaffali, nei manuali che abbiamo imparato a consultare, nelle fonti di informazione che abbiamo caricato nel computer, negli amici che si possono rintracciare per chiedere un riferimento o un’informazione e così via quasi all’infinito. Jerome Seymour Bruner
Lo scienziato statunitense Vannevar Bush, uno dei primi teorizzatori-precursori del personal computer e degli ipertesti, immaginava già negli anni trenta una macchina chiamata Memex (dalla contrazione di "memory expansion"), un sistema nel quale poter archiviare i propri scritti, i propri documenti e le proprie comunicazioni personali, in modo da poter essere comodamente consultati con estrema velocità e versatilità: una sorta di estensione della memoria di un individuo.

L'eredità di Bush è stata raccolta da personaggi come Ted Nelson e Tim Berners-Lee, il padre del Web. Un tale sistema ipertestuale è infatti alla base del World Wide Web, la rete delle reti.
L’avvento del Personal Computer all’inizio degli anni ’80 e del World Wide Web all’inizio degli anni ’90 hanno portato, attraverso il progresso delle tecnologie correlate, all'esito della rivoluzione digitale come la conosciamo oggi.

La similitudine tra sistema nervoso e strumenti di comunicazione, la continuità fra biologico e tecnologico, sono alla base dell'idea di intelligenza connettiva di cui parla De Kerckhove, una vera e propria teoria antropologica, che presenta degli elementi comuni alla visione di Levy e della sua cosmopedia, ovvero un insieme di mondi virtuali condivisi.

Internet ha aggregato l'umanità in una worldwide community - appunto un global brain.
Nel suo libro The Global Brain Peter Russell mostra come la specie umana abbia raggiunto un nodo cruciale nel suo percorso evolutivo. La crescente rinascita spirituale in atto secondo l'autore ha dato vita a quella coscienza collettiva che rappresenta l'unica speranza per l'umanità di salvare se stessa dalla catastrofe. Tale destino sarà imminente, se essa non saprà cambiare rotta.

Perchè questo blog

Uno degli utilizzi più interessanti che si può fare del web è quello di usarlo per tenersi costantemente aggiornati su quanto ci accade intorno. Questo blog, nato dall'esperienza del corso di "Tecnologie dei media digitali" del prof. Graziano Cecchinato, vuole essere una piccola "finestra sul futuro" o su un inconsapevole presente, su ciò che è già a portata di mano e di cui non siamo ancora del tutto consapevoli. Insomma, un piccolo manuale di sopravvivenza per non annegare nei meandri dell'architettura liquida della rete.