The wisdom of crowds di cui parla James Surowiecki è una delle interpretazioni più ottimistiche del fenomeno del cervello globale, benchè l'autore ponga dei paletti precisi perchè ciò possa verificarsi.
Il termine crowdsourcing indica la pratica sempre più diffusa di consultare una comunità virtuale di persone per la ricerca più conveniente e rapida di soluzioni, idee e contenuti innovativi: interpellare il cervello globale laddove il proprio non ha più risorse o è ridotto allo stremo dallo stress e dalla routine quotidiana. Del resto, perchè non approfittarne? Oggi le imprese, o i singoli individui, hanno potenzialmente a disposizione le competenze, la saggezza appunto, di sterminate masse di gente, disseminate su tutto il pianeta ma aggregate dalla rete. Un esempio di questo fenomeno è Innocentive.com, una grande caccia al tesoro (a cui partecipano professori, ricercatori, esperti o semplici utenti della rete), in cui le principali multinazionali offrono una lauta ricompensa a chiunque fornisca la soluzione alle proprie richieste.
I social network, l'espressione più viva della rete, sono ormai la linfa vitale di cui ognuno di noi si nutre quotidianamente: li usiamo per lavorare, per tenerci in contatto con le persone che amiamo, per informarci, insomma, per vivere.
Cosa sarebbe della nostra capacità di studiare, lavorare, collaborare, comunicare, informarsi, socializzare e gestire relazioni se improvvisamente non potessimo disporre dei documenti che abbiamo memorizzato nel PC, degli indirizzi e-mail dei nostri corrispondenti, dei siti web preferiti, dei contatti nei social network e di tutte le applicazioni che abbiamo nei dispositivi mobili? Basta pensare alle disastrose conseguenze di questo scenario per capire come sia cresciuto negli ultimi anni e come sia divenuto insostituibile il nostro rapporto con le tecnologie digitali. Graziano Cecchinato
Un macrocosmo che si riflette nel microcosmo. L'utilizzo diffuso dei social network, dei siti web di condivisione, delle infinite declinazioni del web 2.0 hanno dato vita negli ultimi anni ad un Global Social Brain, un sistema nervoso capillare che si modella e si espande con sinapsi prodotte da miliardi di interazioni tra uomini e computer, e tra persone diverse attraverso dei computer. Attività neuronali - prima inesplorate - si sviluppano nei nostri cervelli, che acquisiscono nuove modalità, abilità, processi e, di conseguenza, generano anche nuovi significati.
Mentre ci assistono, quindi, le tecnologie digitali modificano le nostre facoltà cognitive, in uno scambio simbiotico. Graziano Cecchinato
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