La rivoluzione di oggi è costituita dalla possibilità che le idee hanno di nascere e qualche volta crescere ed esplodere rimbalzando in tutto il mondo di cervello in cervello. Paolo Valdemarin
Oggi, se due persone distanti sanno due cose complementari, per il tramite delle nuove tecnologie, possono davvero entrare in comunicazione l'una con l'altra, scambiare il loro sapere, cooperare. Detto in modo assai generale, per grandi linee, è questa in fondo l'intelligenza collettiva. Pierre Levy
Cito le parole
pronunciate da Levy, nell'ormai lontano 1995, per introdurre gli aspetti positivi, le meravigliose opportunità messe a disposizione dalle tecnologie digitali. E' infatti merito dell’interconnessione
globale, delle nuove tecnologie, che hanno dato vita alla cosiddetta
intelligenza collettiva e che hanno permesso la collaborazione attiva di
milioni di persone, se la creazione e la condivisione di nuove conoscenze è divenuta realtà.
Il ruolo che le tecnologie digitali svolgono nei processi di creazione e diffusione della conoscenza diventa ogni giorno più rilevante. Le relazioni che abbiamo con le reti ed i social network sono molto più complesse di qualsiasi forma di comunicazione conosciuta prima: corpo e anima sono attratti insieme da questo nuovo mondo. Sono nate e continuano a svilupparsi forme mai viste di coscienza collettiva. L’idea di intelligenza collettiva, termine coniato da Pierre Levy, si sta rivelando in tutta la sua forza esplosiva non più solo come una possibilità, ma come un’effettiva, enorme, condivisione di saperi, una interminabile interazione fra (e disseminazione delle) coscienze e delle conoscenze. Tutto questo ha dato origine a quel fenomeno rivoluzionario che è stato definito cervello globale. Ricostruiamone brevemente il percorso.
… la conoscenza di una persona non ha sede esclusivamente nella sua mente, in forma “solistica”, bensì anche negli appunti che prendiamo e consultiamo, nei nostri notes, nei libri con brani sottolineati che sono nei nostri scaffali, nei manuali che abbiamo imparato a consultare, nelle fonti di informazione che abbiamo caricato nel computer, negli amici che si possono rintracciare per chiedere un riferimento o un’informazione e così via quasi all’infinito. Jerome Seymour Bruner
Lo scienziato statunitense Vannevar Bush, uno dei primi teorizzatori-precursori del personal computer e degli ipertesti, immaginava già negli anni trenta una macchina chiamata Memex (dalla contrazione di "memory expansion"), un sistema nel quale poter archiviare i propri scritti, i propri documenti e le proprie comunicazioni personali, in modo da poter essere comodamente consultati con estrema velocità e versatilità: una sorta di estensione della memoria di un individuo.
L'eredità di Bush è stata raccolta da personaggi come Ted Nelson e Tim Berners-Lee, il padre del Web. Un tale sistema ipertestuale è infatti alla base del World Wide Web, la rete delle reti.
L’avvento del Personal Computer all’inizio degli anni ’80 e del World Wide Web all’inizio degli anni ’90 hanno portato, attraverso il progresso delle tecnologie correlate, all'esito della rivoluzione digitale come la conosciamo oggi.
La similitudine tra sistema nervoso e strumenti di comunicazione, la continuità fra biologico e tecnologico, sono alla base dell'idea di intelligenza connettiva di cui parla De Kerckhove, una vera e propria teoria antropologica, che presenta degli elementi comuni alla visione di Levy e della sua cosmopedia, ovvero un insieme di mondi virtuali condivisi.
L'eredità di Bush è stata raccolta da personaggi come Ted Nelson e Tim Berners-Lee, il padre del Web. Un tale sistema ipertestuale è infatti alla base del World Wide Web, la rete delle reti.
L’avvento del Personal Computer all’inizio degli anni ’80 e del World Wide Web all’inizio degli anni ’90 hanno portato, attraverso il progresso delle tecnologie correlate, all'esito della rivoluzione digitale come la conosciamo oggi.
La similitudine tra sistema nervoso e strumenti di comunicazione, la continuità fra biologico e tecnologico, sono alla base dell'idea di intelligenza connettiva di cui parla De Kerckhove, una vera e propria teoria antropologica, che presenta degli elementi comuni alla visione di Levy e della sua cosmopedia, ovvero un insieme di mondi virtuali condivisi.
Internet ha aggregato l'umanità in una worldwide community - appunto un global brain.
Nel suo libro The Global Brain Peter Russell mostra come la specie umana abbia
raggiunto un nodo cruciale nel suo percorso evolutivo. La crescente rinascita spirituale in atto secondo l'autore ha dato vita a quella coscienza collettiva che rappresenta l'unica speranza per l'umanità di salvare se stessa dalla catastrofe. Tale destino sarà imminente, se essa non saprà cambiare rotta.
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